E continuavano a chiamarlo torneo d’eccellenza
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Monday January 11th @ 6:13PM CETAntonio Liviero scrive:
MISCHIA APERTA
di Antonio Liviero
E continuavano a chiamarlo torneo d’eccellenza
Di bello c’era il sole. Sul terreno invece pantano. In senso fisico e di gioco.
Un brutto derby e non per ragioni estetiche. Mancavano intensità e ritmo.
Tanti errori (anche arbitrali), pochi palpiti. Rare illuminazioni tattiche, a parte il solito Mercier. Merci. E pensare che c’erano in campo una dozzina di nazionali oltre a stranieri del calibro di Van Zyl, Kingi, Vilk, Goosen, Galatro, Fletcher.
Domanda: cosa vedremo il prossimo anno quando i 70 migliori giocatori del torneo traslocheranno (se non ci saranno brutte sorprese) in Celtic League?
Si era detto una cinquantina. E sembrava già un impoverimento eccessivo per il livello tecnico del campionato. Ma saranno di più in quanto quasi nessuno degli azzurri che militano all’estero è intenzionato a rientrare in Italia per la prossima stagione. E se sarà costretta a sborsare di tasca propria i 2,5 milioni di euro richiesti dagli organizzatori della Celtic, alla Fir potrebbe non dispiacerebbe dover far fronte a contratti meno onerosi.
Per rimpiazzare il "buco" dei giocatori di prima fascia Treviso e Viadana saranno costrette ad attingere a piene mani dal campionato. Che rischia il dissanguamento. Anche perchè è prevedibile che a causa dell’inevitabile riduzione dei profitti, se ne andranno presto molti stranieri bravi.
Il cono d’ombra in cui è destinato a finire il torneo non potrà, infatti, che accentuare la riduzione delle sponsorizzazioni già in atto a causa della crisi economica.
Stando alle indiscrezioni che circolavano ieri in tribuna a Padova la federazione starebbe ipotizzando di fronteggiare questa emorragia immettendo nel campionato una settantina di giovani nati nel ’90 e nel ’91 che dal prossimo anno, con la scomparsa della categoria under 20, diventeranno automaticamente seniores. Un’operazione sulla quale gravano però parecchie perplessità: a 19 anni se non si è Mauro Bergamasco è raro in Italia essere pronti al grande salto.
Servirebbero ancora due o tre stagioni di maturazione e affinamento. Senza contare le lacune nei fondamentali che spesso si portano dietro.
Insomma, in attesa che i pargoli crescano il campionato che continuerà ad essere chiamato "di eccellenza", diventerà molto amatoriale e giovanile. Qualcuno già lo battezza "da patronato". E non ci sarebbe da sorprendersi se i mille spettatori scarsi di ieri al derby evaporassero quasi completamente. La speranza è che almeno il pubblico traslochi in Celtic. Ma, anche qui, il travaso dei 70 genera perplessità: le coppe europee hanno dimostrato che sono pochi gli italiani dotati del livello necessario. Si potrebbe tamponare con qualche straniero in più di qualità. Ma c’è il limite di cinque stabilito dalla Fir. Sarebbe più saggio, almeno all’inizio, una deroga per alzare il tetto in attesa del rientro degli azzurri dall’estero.
Si eviterebbe un impatto troppo duro in Celtic e ne guadagnerebbe anche il campionato potendo contare su qualche discreto giocatore in più.
Non è molto, d’accordo. Ma con l’aria che tira è meglio di niente.
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